venerdì 29 novembre 2013

La Musica

Noi che siamo votati a quella dea
Pazza delirante tracotante
Al suo cospetto vibriamo
Come corde in tensione.
Riempie grida divora
Ci rende nobili bestie in una società di uomini.

Raccontiamo, ignorati,
Ciò che c'è di inumano nell'umano,
Così inumano da sfiorare il divino:
Siamo sileni che si schiudono
Lungo i marciapiedi ciechi.

sabato 23 novembre 2013

La nuvola

Guardai Luca, quel bambino dall'aria assorta che, immobile, ammirava il paesaggio. I raggi del sole al tramonto gli sfioravano le guance dalla pelle delicata,  ne accarezzavano la morbida rotondità. Gli percorreva il viso quell'espressione riflessiva che assumeva quando tentava di capire il mondo, e a volte gli  riusciva: la sua tenera ingenuità era in grado di entrare nella profondità più remota e coglierne il senso, o semplicemente il lato più nascosto.
Volsi lo sguardo verso il luogo da lui tanto contemplato. Lo specchio d'acqua del fiume rifletteva la festa di colori del cielo, l'amplificava spargendola sulla vegetazione vicina. Il fruscìo delle canne, un'onda solitaria, tutto sembrava partecipare alla stessa magia; tutto era stregato da quell'attimo incantevole.
Sentivo che anche i miei occhi gioivano di quello spettacolo.
<<Guarda ragazzo - dissi - hai visto che tramonto stupendo? È talmente perfetto… vedi quella piccola nuvola lassù tutta dipinta di rosso, com'è bella ai raggi del sole? Vorrei essere in lei per godere libera nel cielo di tutto questo>>. 
<<Lei non è libera - rispose - non vedi com'è triste, sospesa nel nulla tutta sola? Vorrebbe avere compagnia ma non può. Le darei un abbraccio se scendesse, la porterei a spasso, le farei fare tanti giochi.. Con me non sarebbe mai triste. Non può neanche lasciare il cielo per andare a trovare le stelle, vedi che è costretta a stare in una strisciolina piccola piccola di aria? L'unica cosa che può fare è guardare il sole tutto il giorno e farsi scaldare.. Chissà, magari a volte i suoi raggi la scottano pure e lei non può farci niente. Quella nuvola è triste, così imprigionata nel cielo>>.

Restammo immobili sulla riva del fiume finché il sole non si coricò del tutto dietro ai tetti delle case. Lo presi dolcemente per mano. <<Andiamo Luca, sta facendo buio>>.

domenica 10 novembre 2013

Una piccola tortora

Una piccola tortora, assorta, giace arruffata su se stessa: é un batuffolo grigio ancorato a un ramo autunnale. Affronta, decisa, la sottile tempesta di vento gelido; così raccolta tra le sue piume, sapiente di quiete, si lascia ondeggiare accarezzata, e con lei le poche foglie che l'autunno non ha ancora rapito.
D'un tratto il lungo collo emerge mostrando una testolina aggraziata, come se un lontano richiamo l'avesse disturbata. Spiega le ali, agile; se ne va in volo trionfante di silenziosa eleganza.

domenica 3 novembre 2013

Orme sulla spiaggia

Orme confuse, disordinate
di passanti affrettati.
Accarezzate dal sole
Ignare
Diventano, per lo sguardo,
Poesia.


Coney Island Beach, New York
31 luglio 2013

Viaggio a Verona: cala la notte

È un tepore che si diffonde. Una leggera luminosa patina di affetto che sfiora il misticismo. Mi avvolge così dolce, irresistibile. Proprio come il sorriso di un bambino che non è possibile rifiutare.
Invade ogni singolo passante che, volendo o no, si trova a camminare per le vie della città. Al crepuscolo, piano piano la fredda giornata d'inverno è riscaldata dalle luci che sbocciano come rose notturne. Il loro risveglio magico seduce l'atmosfera, la inebria, la trasforma.


Tale tepore mi segue ancora, su questo piccolo treno: si riversa in ogni persona, in ogni oggetto della carrozza tempestato da questa luce e da questo calore. È un piccolo accogliente rifugio errante, per i viandanti del mondo.

martedì 8 ottobre 2013

Nostalgia di primavera

Un salice si rispecchia nell'acqua sottostante. Malinconico, guarda i suoi rami piangere gocce di pioggia leggera che lentamente scorrono verso il basso, fino a far vibrare il suolo bagnato.
Non si sente nient'altro se non il ritmico ticchettio desolato: la natura subisce il peso della pioggia; non si oppone a quell'acqua placida che per necessità la invade. Essa parla, sola, in un teatro di attori muti; perfino un filo di ragnatela spezzato dalle gocce, in silenzio, soffre.

 In lontananza il rosso scarlatto di una rosa tardiva, sbiadito dal freddo autunnale, trema confuso: non trova il calore di un raggio di sole che per tanto tempo l'ha accolto, al suo sbocciare.


sabato 14 settembre 2013

Racconto di quotidianità

Si trovava nella cucina spoglia, illuminata dalla luce autunnale che filtrava dalla finestra aperta. Un sole estivo colpiva il giardino reduce dagli ultimi giorni roventi; presto il suo bagliore sarebbe diventato sempre più pallido e fioco, coperto da nebbie e fredde nubi. Una leggera brezza entrava nella stanza, avvolgendo le braccia ancora nude della giovane donna; subito la percorse un brivido che sembrava annunciare l'arrivo dell'autunno. Quel cambiamento di temperatura la distolse dal suo lavoro quotidiano e con un gesto meccanico si coprì con lo scialle. Lentamente si riavvicinò al bollore della pentola per ricominciare ciò che aveva interrotto, ma non lo fece. Timidamente estrasse le mani e pian piano le aprì sul piccolo fuoco, cogliendo il vapore caldo dell'acqua in ebollizione. Restò così per qualche istante: godeva della segreta calma millenaria racchiusa in quel cambiamento lento e ripetitivo. Sola e immobile, pensava all'antico fascino dell'eterno succedersi delle stagioni.